La città di Piombino è situata sull'estremità meridionale del promontorio che si affaccia di fronte all’isola D’Elba. Oggi un attivissimo centro siderurgico.
Piombino era all’epoca degli etruschi un porto di importante utilità per lo sbarco dei minerali provenienti dall'Elba. L'attuale Portovecchio all’epoca si chiamava porto Falesia.
Nel 1114 Uberto, abate del monastero di S. Giustino di Falesia, cede una parte dei beni del monastero stesso, situati nel borgo di Piombino, all'Opera Primaziale Pisana, il documento di cessione è allo stato attuale il primo nel quale viene riportato il nome di Piombino. Fino alla fine del sec. XIV Piombino segue le sorti di Pisa subendone anche il decadimento politico ed economico. Nel 1399 Gherardo Appiani, signore di Pisa, incapace di mantenere la Signoria sulla città, decide di venderla a Gian Galeazzo Visconti, riservando per se il territorio di Piombino con Suvereto, Scarlino, Buriano, Valle e Montioni, Vignale, Populonia e le isole d'Elba, Pianosa e Montecristo. La famiglia Appiani dominò su Piombino dal 1399 al 1626. Nel 1594 la Signoria diventa Principato. Dopo un breve periodo di instabilità la famiglia Ludovisi entra in possesso del territorio che mantiene fino al 1703, quando si imparenta con la famiglia Buoncompagni. Nel 1805 Napoleone crea per la sorella Elisa, che nel 1797 aveva sposato Felice Baciocchi, il Principato di Lucca e Piombino. Elisa, pur trascorrendo poco tempo a Piombino, governò con una certa abilità. Con la fine dell'epoca napoleonica scomparve anche lo Stato di Piombino che, al Congresso di Vienna del 1815, viene incorporato nel Granducato di Toscana sotto i Lorenesi.
Ora Piombino è un importante porto turistico per l’imbarco verso le isole D’Elba, Del Giglio, Pianosa e Capraia.

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